FPM
La FPM nasce nel gennaio 1996 su iniziativa dell' IFPI , International Federation of the Phonographic Industry, l'organismo internazionale con sede a Londra e della FIMI, la Federazione dell'Industria Musicale Italiana, con il preciso obiettivo di combattere il fenomeno della pirateria mediante campagne di sensibilizzazione e attività informative.

Con sede a Milano, la FPM si occupa di monitorare il mercato identificando i casi di pirateria, segnalandoli alle forze dell'ordine e alla Magistratura, collaborando sul piano tecnico su tutto il territorio nazionale e dando adeguata visibilità alle operazioni anti-pirateria. A questo FPM associa una serie di iniziative pubblicitarie e di comunicazione rivolte al canale distributivo e al consumatore per informare sui rischi ed i pericoli del prodotto illegale.

Per segnalare casi di pirateria o per richiedere informazioni è possibile spedire un messaggio all'indirizzo fpminfo@fpm-antipiracy.it oppure inviare un fax al n. 02 76023152.

F.P.M. - Via Leone XIII, 14 20145 Milano

LA PIRATERIA MUSICALE IN ITALIA E NEL MONDO

La pirateria musicale è un fenomeno di proporzioni rilevanti e con ripercussioni mondiali. La riproduzione illegale, su scala industriale, di compact disc musicali ha raggiunto livelli spaventosi. In Italia il 25 % del mercato è nelle mani dei pirati, al Sud oltre il 40 % dei cd in circolazione è falso e i proventi delle venditi arricchiscono organizzazioni malavitose particolarmente agguerrite con fatturati miliardari.
Tra compact disc importati di contrabbando e prodotti "masterizzati" in loco, ogni giorno migliaia di pezzi inondano le strade commercializzati da una capillare rete di rivenditori abusivi. L'industria discografica soffre pesantemente di tale situazione, con oltre 350 miliardi di mancato fatturato, all'anno, in Italia.
Oggi, organizzazioni criminali transnazionali, sono in grado di movimentare milioni di pezzi da un Paese ad un altro nel giro di poche ore. Fabbriche ucraine, bulgare, cinesi, ma anche dislocate in piccole realtà come Singapore o Macao, macinano quotidianamente enormi quantità di prodotto contraffatto che invade anche il nostro Paese, grazie alle organizzazioni delinquenziali che operano su tutto il territorio.
Materiale pirata giunge anche in negozi ufficiali con gravi danni per il consumatore finale al quale viene venduto un prodotto di scarsa qualità.

Sul fenomeno della pirateria musicale si vedano lo studio condotto, con particolare riferimento alla situazione italiana, da F.P.M. e il Music Piracy Report, una ricerca a livello mondiale condotta dall'IFPI.

LA PIRATERIA MUSICALE: UN MONDO CON DIVERSE FACCE

Con il termine "pirateria" si intende, solitamente, la volontaria violazione del diritto d'autore (copyright) con precisi fini di lucro o commerciali. Nel settore musicale il termine si applica generalmente alla riproduzione non autorizzata, reato che si può distinguere nelle seguenti categorie :
Riproduzione non autorizzata: la duplicazione di un'opera musicale originale senza il consenso del titolare dei diritti e a scopo di lucro. Solitamente in questo ambito si trovano musicassette e CD di qualità inferiori all'originale e con confezioni approssimative. Il tutto commercializzato ad un prezzo inferiore all'originale. Classico esempio di riproduzione non autorizzata è la masterizzazione dei cd.
Contraffazione: è la forma di pirateria più sofisticata, che genera anche altri gravi reati nei confronti del consumatore finale, come, ad esempio, la frode in commercio. Nella contraffazione ci si trova di fronte a prodotti del tutto identici all'originale compresi logo, ologrammi di autenticità e quanto necessario per essere venduti come prodotti originali.
Noleggio: è qualsiasi forma di cessione in uso per un periodo limitato di tempo e a fini di conseguimento di un beneficio economico diretto o indiretto di originali, copie o di supporti di opere musicali tutelate da copyright senza l'autorizzazione del titolare dei diritti. E' punito dal nostro ordinamento con sanzioni che contemplano l'arresto sino ad un anno e un'ammenda sino a 10 milioni. Le stesse sanzioni si applicano anche a qualsiasi forma di noleggio cosiddetto "camuffato".

LA NUOVA FRONTIERA DELLA PIRATERIA MUSICALE: INTERNET

Con l'avvento del formato di compressione MP3, internet e la rete sono diventati il principale nodo di diffusione di musica illegale. Le nuove tecnologie consentono di distribuire e scaricare canzoni in pochi minuti senza aver bisogno di particolari competenze o attrezzature eccessivamente sofisticate. La comparsa in rete di programmi di file-sharing come Napster, Kazaa e affini ha reso il tutto ancora più semplice ed ha consentito una diffusione capillare della pirateria digitale.

L'anonimato, l'immediata disponibilità dei file desiderati, l'assenza di barriere fisiche, la rapidità, concetti base tanto della rete quanto dei software di file-sharing, hanno provocato un aumento esponenziale nella diffusione di musica illegale.

Solo qualche numero relativo all'anno 2005 per dare l'idea del fenomeno: punte di 10 milioni di utenti attivi nello stesso momento, un miliardo e mezzo di brani disponibili per il download illegale, circa 20 miliardi di brani scaricati.

Non bisogna pensare che questa nuova forma di pirateria sia ad esclusivo uso individuale in quanto anche le organizzazioni criminali si stanno indirizzando verso la rete e i suoi facili guadagni abbandonando in molti casi le forme più tradizionali di contraffazione.

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di un mercato di musica online legale che ha sicuramente contribuito a contrastare il fenomeno della pirateria online; nel giro di pochi anni sono nati centinaia di negozi che vendono legalmente tracce singole e album. Nel 2005 sono stati venduti 420 milioni di brani in formato digitale, generando vendite a livello mondiale pari al 6% del fatturato dell'industria discografica. Per una panoramica sul mondo della musica online e sui rischi e gli effetti negativi dell'uso illegale di programmi di file-sharing è possibile consultare il portale Pro-music (www.pro-music.it)