FPM Con sede a Milano, la FPM si occupa di monitorare il mercato identificando i casi di pirateria, segnalandoli alle forze dell'ordine e alla Magistratura, collaborando sul piano tecnico su tutto il territorio nazionale e dando adeguata visibilità alle operazioni anti-pirateria. A questo FPM associa una serie di iniziative pubblicitarie e di comunicazione rivolte al canale distributivo e al consumatore per informare sui rischi ed i pericoli del prodotto illegale. Per segnalare casi di pirateria o per richiedere informazioni è possibile spedire un messaggio all'indirizzo fpminfo@fpm-antipiracy.it oppure inviare un fax al n. 02 76023152. F.P.M. - Via Leone XIII, 14 20145 Milano LA PIRATERIA MUSICALE IN ITALIA E NEL MONDO La pirateria musicale è un fenomeno di proporzioni rilevanti e con ripercussioni mondiali. La riproduzione illegale, su scala industriale, di compact disc musicali ha raggiunto livelli spaventosi. In Italia il 25 % del mercato è nelle mani dei pirati, al Sud oltre il 40 % dei cd in circolazione è falso e i proventi delle venditi arricchiscono organizzazioni malavitose particolarmente agguerrite con fatturati miliardari. Sul fenomeno della pirateria musicale si vedano lo studio condotto, con particolare riferimento alla situazione italiana, da F.P.M. e il Music Piracy Report, una ricerca a livello mondiale condotta dall'IFPI. Con il termine "pirateria" si intende, solitamente, la volontaria violazione del diritto d'autore (copyright) con precisi fini di lucro o commerciali. Nel settore musicale il termine si applica generalmente alla riproduzione non autorizzata, reato che si può distinguere nelle seguenti categorie : LE LEGGI PER DIFENDERSI DALLA PIRATERIA: DALLA PREVENZIONE ALL'AZIONE Il 18 agosto 2000 è stata approvata la nuova legge sul diritto d'autore (n. 248/2000) che integra e aggiorna la preesistente legge n. 633 del 1941. Numerosi sono i reati legati alla illecita riproduzione e commercializzazione di prodotti fonografici. La legge n.633 del 1941, conosciuta come la legge sul diritto d'autore, è stata aggiornata recependo alcune direttive comunitarie in materia, che hanno finalmente riunito in un corpus unico tutte quelle norme a difesa del copyright e della lotta alla pirateria. Specifiche sanzioni penali colpiscono, con la detenzione fino a tre anni e con la multa fino a 15493 euro, l'abusiva riproduzione, la commercializzazione, la trasmissione di copie illegali, la vendita o il noleggio senza contrassegno SIAE di supporti contenenti opere tutelate. Inoltre la legge Urbani, approvata nel 2004 con successive modifiche nel 2005, ha introdotto nella legislazione sul diritto d'autore il reato penale di immissione di opere dell'ingegno su reti telematiche, con pene pecuniarie fino a 2065 euro. Una particolare disciplina riguarda poi l'attività abusiva svolta in forma imprenditoriale: la legge prevede che chiunque venga trovato in possesso di un numero superiore a 50 copie di prodotti contraffatti sia soggetto ad un pena detentiva fino a 4 anni e passibile di arresto immediato. Può sembrare azzardato dichiarare che la pirateria significa la fine della musica, ma tale affermazione, se vista in tutte le sue prospettive, non è molto lontana dalla realtà. Il pirata non paga alcun diritto al compositore o all'artista. Per questo motivo creativi, compositori, autori di testi, musicisti si vedono sottratti gran parte dei loro profitti. Ne consegue che molti di essi sono costretti ad abbandonare il settore per dedicarsi ad attività più remunerative. La pirateria è inoltre una grave minaccia per l'industria che ogni anno investe centinaia di miliardi per lanciare nuovi talenti. LA NUOVA FRONTIERA DELLA PIRATERIA MUSICALE: INTERNET Con l'avvento del formato di compressione MP3, internet e la rete sono diventati il principale nodo di diffusione di musica illegale. Le nuove tecnologie consentono di distribuire e scaricare canzoni in pochi minuti senza aver bisogno di particolari competenze o attrezzature eccessivamente sofisticate. La comparsa in rete di programmi di file-sharing come Napster, Kazaa e affini ha reso il tutto ancora più semplice ed ha consentito una diffusione capillare della pirateria digitale. L'anonimato, l'immediata disponibilità dei file desiderati, l'assenza di barriere fisiche, la rapidità, concetti base tanto della rete quanto dei software di file-sharing, hanno provocato un aumento esponenziale nella diffusione di musica illegale. Solo qualche numero relativo all'anno 2005 per dare l'idea del fenomeno: punte di 10 milioni di utenti attivi nello stesso momento, un miliardo e mezzo di brani disponibili per il download illegale, circa 20 miliardi di brani scaricati. Non bisogna pensare che questa nuova forma di pirateria sia ad esclusivo uso individuale in quanto anche le organizzazioni criminali si stanno indirizzando verso la rete e i suoi facili guadagni abbandonando in molti casi le forme più tradizionali di contraffazione. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di un mercato di musica online legale che ha sicuramente contribuito a contrastare il fenomeno della pirateria online; nel giro di pochi anni sono nati centinaia di negozi che vendono legalmente tracce singole e album. Nel 2005 sono stati venduti 420 milioni di brani in formato digitale, generando vendite a livello mondiale pari al 6% del fatturato dell'industria discografica. Per una panoramica sul mondo della musica online e sui rischi e gli effetti negativi dell'uso illegale di programmi di file-sharing è possibile consultare il portale Pro-music (www.pro-music.it) |