Taylor Swift brevetta voce e immagine per contrastare il furto dell’IA
Nei giorni scorsi ha suscitato interesse la decisione di Taylor Swift di brevettare, attraverso alcune domande di registrazione di marchio, la propria voce e la propria immagine, con l’obiettivo esplicito di contrastare gli abusi legati all’AI. La questione è molto sentita negli Stati Uniti dove non esistono allo stato delle vere e proprie forme di tutela nel contesto dell’AI, oltre al tradizionale copyright. L’assenza di una normativa sull’intelligenza artificiale ha acuito gli effetti negativi dello scraping indiscriminato dell’immagine e delle voci di personaggi famosi messo in pratica dalle piattaforme e pertanto la difesa attraverso le normative sui marchi e brevetti (trademark) è per ora l’unica strada certa per porre un freno all’utilizzo indiscriminato di deepfake in attesa di norme federali negli Stati Uniti. L’unica norma statale è l’ “Ensuring Likeness, Voice, and Image Security (ELVIS) Act” del Tennesee. Il cosidetto “No fakes Act” introdotto al Senato USA un anno fa è invece ancora in fase di dibattito preliminare. Molto diversa è la situazione in Europa, e in particolare in Italia, dove il quadro normativo è molto più efficace e da tempo protegge i diritti d’immagine e della personalità degli individui. Gli scenari che ci troviamo davanti nell’era dell’AI generativa sono sempre più complessi e ovviamente richiedono una costante attenzione per garantire la massima protezione degli asset creativi. Dalle voci clonate per creare brani falsi, all’utilizzo di video con l’immagine dell’artista e/o la voce per attività promozionali o veri e propri deepfake, alle truffe, ai campionamenti non autorizzati, diversi sono gli abusi che emergono nell’attuale contesto....
28/04/2026