Etichette per i contenuti AI: le regole dall’Europa alla Cina
Il 2 agosto scorso è entrato in vigore in EU l’obbligo di labeling per i contenuti AI previsto dall’AI Act, ma come sta evolvendo lo scenario globale? Diverse giurisdizioni tra cui UE, Cina, Corea del Sud, India, Taiwan, Kazakistan, Vietnam e California hanno adottato leggi che impongono l’etichettatura dei contenuti generati o manipolati da IA, inclusi i deepfake. Alcuni paesi, come l’Australia, hanno pubblicato linee guida non vincolanti per promuovere le migliori pratiche nel settore. Tuttavia, la portata e le modalità di tali obblighi variano significativamente tra le diverse legislazioni. Vediamo le principali novità in alcuni di questi mercati. Etichettatura dei contenuti AI nell’Unione europea Come noto l’AI Act dell’UE impone ai fornitori di sistemi IA di “marcare” e rendere “rilevabili” i contenuti sintetici (audio, immagini, video o testo) generati o manipolati artificialmente (Articolo 50(2)) e ai distributori di deepfake di divulgare tale natura artificiale (Articolo 50(4)). Questi obblighi sono entrati in vigore il 2 agosto 2026, con un periodo di grazia fino al 2 dicembre 2026 per i sistemi immessi sul mercato prima di tale data. I fornitori devono garantire che i sistemi di IA destinati a interagire direttamente con le persone fisiche sono progettati e sviluppati in modo tale che le persone fisiche interessate siano informate del fatto di stare interagendo con un sistema di IA, a meno che ciò non risulti evidente dal punto di vista di una persona fisica ragionevolmente informata, attenta e avveduta, tenendo conto delle circostanze e del contesto di utilizzo. Tale obbligo non si applica ai sistemi di IA autorizzati...
01/09/2026