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Un'alleanza globale contro le classifiche truccate dello streaming

24 giugno 2019

Digital manipulation, fake news, falsi follower e visualizzazioni gonfiate sono ormai parte integrante del mondo dei social media e le armi per combatterle richiedono grossi sforzi da parte di tutti i soggetti in gioco. Nella musica, nei giorni scorsi, si è costituita un'alleanza globale per porre un freno ai tentativi di commettere delle vere e proprie frodi per drogare classifiche e incassare royalty abusivamente.

Piattaforme streaming, editori musicali e società di collecting, oltre alle case discografiche, hanno sottoscritto un primo codice per prevenire abusi, adottare misure per formare dipendenti e consulenti, utilizzare i servizi antipirateria per individuare e combattere azioni illegali messe in pratica da individui, organizzazioni o altri soggetti coinvolti a qualsiasi titolo nella promozione e impiego di servizi di escalation nel segmento dello streaming.

Una pratica, quella dell'impiego di servizi o aziende in grado di organizzare azioni di manipolazione degli ascolti sulle piattaforme, che crea potenziali danni agli artisti, agli aventi diritto e ai consumatori. Il fenomeno della streaming manipulation è una forma di intervento artificiale, sostenuto dall'intervento umano e non, che genera ascolti illegittimi inquinando i dati e distorcendo non solo i risultati delle prestazioni di una particolare registrazione o album, ma condizionando anche i ricavi generati dai consumi e intervenendo in maniera abusiva perfino sulle market share.

Per IFPI, la federazione internazionale dell'industria musicale, il fenomeno va combattuto con ogni mezzo:

"La manipolazione dello streaming può compromettere l'accuratezza delle classifiche e, in definitiva, l'accuratezza dei pagamenti delle royalties dai servizi di streaming ai creatori di musica. Coloro che creano musica - dagli artisti agli autori, passando per etichette, editori e così via - devono essere retribuiti in modo equo e accurato per il loro lavoro e i loro investimenti. Qualsiasi manipolazione dello streaming che comprometta tale equità non può essere tollerata"

ha dichiarato Frances Moore, CEO della federazione.

Le piattaforme di streaming che hanno sottoscritto il codice si impegnano ad utilizzare tutte le misure di monitoraggio per colpire iniziative che principalmente si basano sull'utilizzo di bots o "click farm" oppure su attività di promozione e marketing che prevedono il pagamento di individui od organizzazioni per generare ascolti artificiali.

Un fenomeno che in Italia ha già visto FIMI portare all'attenzione delle autorità penali alcune entità attive nella vendita di servizi di manipolazione. È molto importante che le piattaforme e gli operatori collaborino per identificare e colpire le attività illecite, per questo motivo il codice sottoscritto sarà seguito da un'attività continua di consultazione tra i soggetti convolti e le organizzazioni antipirateria e content protection come l'italiana DCP. La lista dei primi firmatari del codice è già disponibile in calce al documento adottato a livello globale e sarà aggiornata sulla base delle adesioni.