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Blocco radio su diffusione musica: artisti internazionali si, italiani no. Perchè?

3 giugno 2010

Le federazioni che rappresentano la maggior parte delle case discografiche italiane, FIMI, federazione industria musicale italiana e PMI, produttori musicali indipendenti, hanno espresso oggi forte sorpresa e contestuale rammarico a fronte di nuove notizie che confermerebbero che il blocco dei passaggi radiofonici delle novità sarebbe stato modificato limitandolo alle sole novità italiane e non più anche a quelle internazionali. "Siamo colpiti da questa notizia e ci auguriamo che non sia vera ma purtroppo le conferme che ci giungono dalle aziende discografiche sono precise e le radio nazionali avrebbero assunto una nuova posizione che colpirebbe solo la musica italiana" afferma Mario Limongelli, Presidente di PMI, l'organizzazione che rappresenta oltre cento etichette indie italiane. Per Enzo Mazza, presidente di FIMI, l'atteggiameno dei network è molto grave: "ogni radio ha una giusta autonomia editoriale ma dire alle imprese che i broadcaster avrebbero deciso di passare le novità internazionali ma non quelle italiane è sconfortante, soprattutto se pensiamo che nel nostro Paese la musica italiana rappresenta oltre il 50 % del venduto e questo atteggiamento è gravemente dannoso della produzione nazionale e degli artisti". Sia FIMI che PMI invitano i network a cessare tale pratica discriminatoria che nulla ha che fare con eventuali constrasti sui diritti connessi in atto tra la radiofonia e il settore discografico.