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Confindustria Cultura Italia accoglie con favore la sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla copia privata

26 ottobre 2010

"Una sentenza attesa che accogliamo con soddisfazione" così Paolo Ferrari, Presidente di Confindustria Cultura Italia, commenta la decisone della Corte di Giustizia Europea riguardo alla questione dell'equo compenso per i titolari dei diritti delle opere d'ingegno soggette a copia privata. "La sentenza sulla copia privata emessa venerdì scorso dalla Corte di Giustizia Europea rappresenta una prova tangibile della corretta interpretazione delle finalità e delle funzioni della direttiva europea emessa nel 2001, a tutela e a parziale risarcimento del diritto d'autore." La Corte Europea riunita a Lussemburgo ha, infatti, stabilito che sui supporti di riproduzione acquistati da professionisti a fini diversi dalla realizzazione di copie private, non si deve pagare il compenso. Questo punto, oggetto della controversia, è ribadito con chiarezza anche dalla normativa italiana. "L'Italia -aggiunge Ferrari- anche in quest'ottica è coerente con l'Europa, dato che già prevede esenzioni per gli usi professionali e delle pubbliche amministrazioni. Si tratta quindi di distinguere l'uso professionale o privato di un dispositivo o di un supporto, questione risolvibile con i protocolli applicativi". Dalla sentenza emerge inoltre che la semplice capacità di realizzare copie giustifica il pagamento del compenso per copia privata, a condizione che apparecchi, supporti o dispositivi siano a disposizione delle persone fisiche quali utenti privati. "Questo aspetto - conclude Ferrari- è importante perché sottolinea il fatto che il carattere 'eventuale' del danno causato all'autore dell'opera protetta risiede nella realizzazione della condizione preliminare, vale a dire nella messa a disposizione a una persona fisica di apparecchiature o dispositivi che consentano l'effettuazione di copie". Roma, 26 ottobre 2010 Confindustria Cultura Italia è AESVI, AFI, AGIS, AIE, ANES, ANICA, APT, FIMI, PMI, UNIVIDEO