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P2P, free download: FIMI commenta la ricerca della Fondazione Einaudi che conferma: chi scarica musica da Internet in modo illegale, compra meno cd

4 maggio 2007

Da una ricerca condotta dalla Fondazione Einaudi di Roma sul tema della fruizione dei contenuti digitali attraverso il P2P, emerge una conferma particolarmente preoccupante: un terzo di coloro che scaricano musica da Internet in modo illegale, ha diminuito pesantemente la propria capacità di acquisto

Una fotografia sul mondo dei contenuti digitali e del loro utilizzo, con particolare attenzione al fenomeno del file sharing: questo è stato il filo conduttore di un'ampia e diversificata ricerca condotta dalla Fondazione Einaudi di Roma. I risultati che emergono dall'indagine, sottolineano un calo negli acquisti dei cd del 30 % per coloro che usano sistemi p2p e confermano importanti studi di livello internazionale (quali ad esempio NPD Digital Music Study del dicembre 2005 e la Ricerca IFPI/Jupiter del novembre 2005) che avevano riportato dati analoghi a livello globale. L'impatto della pirateria digitale è stato evidente anche in Italia. Tra il 2001 e il 2006 i cd venduti sono passati da 43 milioni a 26 milioni, mentre il fatturato è calato di oltre il 35%. Segnali più confortanti sono arrivati invece negli ultimi mesi sul fronte della musica scaricata legalmente nel nostro Paese. Dati che però non compensano i trend negativi che si registrano nel mercato tradizionale. Tra ottobre 2006 e marzo 2007, il download legale è cresciuto del 103% (fonte Soundscan) superando per la prima volta sia gli indici di crescita della banda larga sia quelli del P2P (cresciuto del 21 %, fonte Netratings), questo nonostante il fatto che in Italia, tra il 2005 e il 2006, la banda larga sia cresciuta solamente del 3% a fronte di una media europea del 4,4 e del 5,2% di Francia e UK. "E' evidente che i forti limiti all'espansione della banda larga in Italia stanno penalizzando lo sviluppo del mercato legale - ha commentato Enzo Mazza, Presidente di FIMI. Ogni punto percentuale in più di penetrazione di broadband, porterebbe ampi benefici anche al download legale che sta conquistando molti consumatori, come è testimoniato dai risultati dello scorso marzo, con quasi mezzo milione di brani venduti in rete in Italia" Accanto ad un'offerta legale, ampia e di qualità, deve però contrapporsi anche una forte tutela legale dei contenuti. E' importante infatti colpire radicalmente l'offerta di contenuti illeciti, soprattutto condivisi attraverso le reti p2p su larga scala. La normativa italiana in vigore è su tale fronte all'avanguardia con livelli proporzionati di sanzione a seconda della gravità della violazione. Di seguito il link dal quale poter scaricare la ricerca completa: http://www.libercom.it/