Esegui ricerca

 

 

RECEPIMENTO DIRETTIVA PER L’ESTENSIONE DEI DIRITTI SULLE REGISTRAZIONI DISCOGRAFICHE: L’APPREZZAMENTO DI FIMI

21 novembre 2013

FIMI (Federazione dell'industria musicale italiana di Confindustria) ha espresso apprezzamento al Governo Letta per l'adozione, oggi in Consiglio dei Ministri, dello schema di recepimento della direttiva 2011/77/UE che estende da 50 a 70 anni la durata dei diritti connessi degli artisti, interpreti ed esecutori sulle interpretazioni musicali fissate in un fonogramma e dei produttori di fonogrammi. Il nuovo termine di protezione si calcolerà a partire dalla pubblicazione o dalla comunicazione al pubblico del fonogramma, a seconda di quale atto di sfruttamento economico sia avvenuto prima.

Con l'adozione del provvedimento legislativo si raggiunge l'obiettivo fissato dall'EU di elevare il livello di protezione degli artisti dell'industria musicale, garantendo loro lo sfruttamento (economico ed artistico) delle proprie interpretazioni per un periodo di tempo più lungo degli attuali 50 anni, ritenuti non sempre sufficienti a coprire la durata dell'intera vita degli artisti stessi.

Nell'estendere i termini di protezione, la norma prevede, tuttavia, una serie di misure dirette a riequilibrare il contenuto dei contratti di cessione dei diritti connessi stipulati con i produttori di fonogrammi ed attualmente in vigore, a favore degli artisti. In tal senso: nel caso in cui allo spirare dei 50 anni il produttore discografico non metta in vendita, o comunque a disposizione del pubblico, una quantità sufficiente di copie del fonogramma, è data agli artisti di risolvere unilateralmente il contratto di cessione dei diritti connessi.

Viene stabilito, inoltre, l'obbligo per i produttori di accantonare in un fondo il 20% dei guadagni annuali ottenuti a partire dal cinquantesimo anno di sfruttamento economico dei fonogrammi. Tale somma supplementare dovrà essere devoluta attraverso le società di gestione collettiva agli artisti, i cui contratti discografici prevedono forme di compenso forfetario, e non secondo percentuali annuali sulle vendite.

In allegato il comunicato.