Assenza legge di settore penalizza la musica italiana

Milano, 17 giugno 2004. Secondo il Presidente di FIMI, Federazione dell’Industria Musicale Italiana, aderente a Confindustria, Alberto Pojaghi, sentito oggi nell’ambito di un’audizione in Commissione Lavoro alla Camera, l’assenza di una legge di settore sta penalizzando gravemente il mercato discografico italiano. Mancano gli incentivi per la ricerca e lo sviluppo di nuovi artisti, gli spazi per promuovere la musica italiana e la defiscalizzazione di attività oggi essenziali quali la digitalizzazione dei brani musicali per favorire il decollo delle nuove piattaforme distributive online. Pojaghi ha evidenziato come negli ultimi tre anni il calo del mercato italiano sia stato del 14% e che i posti di lavoro persi nel settore sono stati oltre il 20 % in due anni. Licenziamenti stanno ora riguardando anche molti artisti ai quali le etichette discografiche non rinnovano i contratti a causa della crisi. L’intera filiera rischia di subire un colpo mortale.
Pojaghi ha aggiunto che l’industria discografica, a differenza di altri settori dello spettacolo, che hanno goduto di finanziamenti, sostegni e provvidenze, ha sempre fatto conto solo sulle proprie forze ma ora è necessario ed urgente almeno un intervento fiscale per rilanciare il settore e i disegni di legge sulla musica che giacciono in Parlamento da troppo tempo senza risultato.

Torna su Condividi articolo