Confindustria Cultura Italia accoglie con favore la sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla copia privata
compenso. Questo punto, oggetto della controversia, è ribadito con chiarezza anche dalla normativa italiana. “L’Italia -aggiunge Ferrari- anche in quest’ottica è coerente con l’Europa, dato che già prevede esenzioni per gli usi professionali e delle pubbliche amministrazioni. Si tratta quindi di distinguere l’uso professionale o privato di un dispositivo o di un supporto, questione risolvibile con i protocolli applicativi”.
Dalla sentenza emerge inoltre che la semplice capacità di realizzare copie giustifica il pagamento del compenso per copia privata, a condizione che apparecchi, supporti o dispositivi siano a disposizione delle persone fisiche quali utenti privati. “Questo aspetto – conclude Ferrari- è importante perché sottolinea il fatto che il carattere ‘eventuale’ del danno causato all’autore dell’opera protetta risiede nella realizzazione della condizione preliminare, vale a dire nella messa a disposizione a una persona fisica di apparecchiature o dispositivi che consentano l’effettuazione di copie”. Roma, 26 ottobre 2010
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