L’anno appena trascorso conferma anche la ripresa del mercato discografico italiano con un +2,6% e 228 milioni di fatturato (dati IFPI): anche nel nostro Paese è il segmento dello streaming a guidare tale crescita, rappresentando quasi la metà del mercato (41%). Crescono i servizi in abbonamento premium streaming, che segnano +55,4% rispetto all’anno precedente, mentre tra il 2013 e il 2018 il digitale è passato dal ricoprire il 32% del mercato (fisico + digitale) al 63%. Positivo anche il bilancio dei diritti di performance (+2,9%) e delle sincronizzazioni (+7,9%).
“Nonostante il calo di fisico e download sia fisiologico in una dimensione digitale sempre più consolidata, grazie ai risultati del repertorio italiano che ha dominato le classifiche degli album nel 2018, il mercato fisico italiano resta uno dei più forti a livello internazionale, posizionandosi al settimo posto. È merito anche grazie dei risultati generati dal Bonus Cultura, che solo nel 2018 ha prodotto oltre 21 milioni di fatturato, per quasi la totalità sul fisico” ha affermato il CEO di FIMI, Enzo Mazza.
“Abbiamo assistito a quattro anni consecutivi di crescita: è un progresso che sta permettendo alle case discografiche di proseguire negli investimenti, non solo nelle persone, nelle tecnologie e negli artisti, ma anche nelle regioni in via di sviluppo”: ha dichiarato Frances Moore, CEO di IFPI – la Federazione Internazionale dell’Industria Discografica. “Mentre i mercati continuano a svilupparsi ed evolversi, è importante che siano predisposte le giuste infrastrutture legali per garantire che la musica venga valutata in maniera equa e che i ricavi vengano restituiti ai titolari dei diritti. Stiamo lavorando per garantire che la musica continui nel suo entusiasmante viaggio globale”.