“Come settore – prosegue Cipolletta – abbiamo approvato un position paper inviato a tutti gli interlocutori istituzionali di riferimento sul tema. Siamo consapevoli delle potenzialità di questi strumenti tecnologici, ma anche attenti a evitare i rischi dell’intelligenza artificiale, in particolare per quanto concerne le nuove forme di intelligenza artificiale generativa facilmente utilizzabili e di largo consumo, in grado di produrre tanti e vari tipi di contenuto, in un modo che può indurre a credere erroneamente che sia il lavoro di un essere umano e senza chiare garanzie che la rielaborazione di materiali preesistenti rispetti il diritto d’autore”.
È necessario – si legge nel position paper – che gli operatori rispettino in pieno le regole già fissate nella Direttiva Copyright. Gli sviluppatori di intelligenza artificiale devono garantire che qualsiasi contenuto utilizzato, per il quale sono stati riservati i diritti esclusivi, sia approvato e concesso in licenza dal titolare dei diritti, inclusi i contenuti utilizzati in precedenza da eventuali IA pre-addestrate. Il processo di elaborazione e raccolta dati deve essere il più trasparente possibile, in particolare riguardo l’uso di contenuti protetti dal diritto d’autore.
“Il fondamento dell’intera industria culturale – conclude Cipolletta – è un regime di diritto d’autore efficace e l’intelligenza artificiale non può essere esente. Siamo consapevoli che l’evoluzione dell’intelligenza artificiale richiederà continui adeguamenti normativi ma riteniamo fondamentale che l’utilizzo di questi strumenti, alla pari di altri a disposizione dei creativi e dell’industria, vengano regolamentati in modo chiaro, garantendo certezza del diritto e la salvaguardia dell’opera intellettuale e creativa dell’essere umano e dell’industria culturale”.