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Confindustria Cultura Italia: “Serve una politica industriale. La cultura è crescita, occupazione e competitività”
Riconoscere la cultura come settore strategico dell’economia italiana e dotare il Paese di una vera politica industriale per le industrie culturali. È questo l’obiettivo dell’appello (in allegato) promosso da Confindustria Cultura Italia (CCI), in occasione degli Stati Industriali della Cultura, che si sono tenuti oggi presso Confindustria e che hanno visto riuniti i Presidenti delle Associazioni aderenti alla Federazione: Innocenzo Cipolletta per AIE, Giuseppe Roma per AICC, Alessandro Usai per ANICA, Chiara Sbarigia per APA, Enzo Mazza per FIMI, Mario Limongelli per PMI e Luciana Migliavacca per UNIVIDEO (in allegato il dettaglio e la descrizione delle Associazioni). I presidenti hanno raccontato il valore industriale delle rispettive filiere, approfondendone i mercati di riferimento, i processi di evoluzione e le strategie di sviluppo future. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, imprese e operatori per affrontare sfide e opportunità del comparto culturale, promuovendo una nuova narrazione della cultura come leva di competitività e sviluppo. Queste industrie culturali rappresentano un’importante filiera produttiva del Paese: 117.793 imprese, 309.613 occupati, quasi 60 miliardi di euro di fatturato e oltre 21 miliardi di valore aggiunto. Un sistema che comprende editoria, cinema, audiovisivo, musica, home entertainment, servizi per la valorizzazione del patrimonio culturale e contenuti digitali, contribuendo in modo significativo allo sviluppo economico e sociale e all’attrattività internazionale dell’Italia. “La cultura – sottolinea il Presidente di CCI, Luigi Abete – non rappresenta soltanto un elemento identitario del Paese o un patrimonio da conservare: è molto di più. È un motore di sviluppo, innovazione e occupazione....
11/06/2026