Cresce il tempo dedicato alla musica in Italia: FIMI presenta il Music Engagement Study 2026
Centrale il ruolo dello streaming e dei social nella scoperta di nuovi artisti
Si rafforza la richiesta di trasparenza sull’uso dell’intelligenza artificiale
Il report è scaricabile qui
Il rapporto tra la musica e il pubblico italiano è più solido che mai: lo svelta il Music Engagement Study 2026, la nuova ricerca FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana che offre una fotografia aggiornata delle abitudini di ascolto e del ruolo che la musica riveste nella vita quotidiana degli italiani.
La ricerca, realizzata da Sparks of Fire Consulting per FIMI, evidenzia come la musica continui a occupare una posizione centrale nell’esperienza culturale degli italiani: nell’ultimo anno, infatti, il tempo medio dedicato all’ascolto ha raggiunto 21,9 ore settimanali, in crescita del 15% rispetto a cinque anni fa. Una quota significativa di questa fruizione avviene attraverso piattaforme digitali: circa la metà dell’ascolto si concentra infatti su servizi di audio e video streaming, che si confermano i principali canali di accesso alla musica.
Accanto all’ascolto, la ricerca mette inoltre in luce come la scoperta di nuova musica sia sempre più influenzata dagli ambienti digitali e sociali. Se per le generazioni più adulte, infatti, radio e passaparola restano canali di riferimento, tra i giovani sono i social media ad assumere un ruolo determinante ed è in particolare TikTok a emergere come uno dei principali driver, confermando il crescente intreccio tra consumo musicale e piattaforme di intrattenimento digitale.
Il report evidenzia anche la rilevanza economica della musica per i consumatori italiani, con una spesa media mensile destinata a prodotti ed esperienze legate alla musica che si attesta a 57 euro; è un dato che cresce sensibilmente tra i consumatori più giovani e raggiunge livelli ancora più elevati tra i superfan, segmento che in Italia corrisponde al 12% dei consumatori e che conferma il forte valore economico e culturale dell’engagement musicale.
Emerge inoltre con chiarezza anche il valore della musica come elemento di benessere personale e sociale: la maggioranza degli italiani, trasversalmente a tutte le fasce d’età, riconosce infatti alla musica un impatto positivo sulla salute mentale e sull’equilibrio quotidiano, sottolineandone la capacità di favorire il rilassamento e contribuire alla gestione di ansia e stress.
Non poteva non essere analizzato, infine, il rapporto tra musica e intelligenza artificiale: sebbene gli italiani siano attenti alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, si dichiarano fortemente orientati a preservare il valore della creatività umana. La maggioranza ritiene infatti essenziale il contributo umano nel processo creativo musicale e sostiene l’introduzione di regole chiare in materia di trasparenza, etichettatura dei contenuti generati artificialmente e utilizzo di opere protette per l’addestramento dei sistemi di AI.
“Il Music Engagement Study 2026 conferma come la musica sia un elemento strutturale della vita culturale e sociale del Paese, capace di accompagnare le persone in ogni fase della giornata, di costituire una componente significativa del loro benessere individuale e di evolversi insieme alle tecnologie e alle modalità di fruizione. I risultati mostrano un settore dinamico, in cui innovazione e creatività continuano a rappresentare i pilastri dello sviluppo dell’industria musicale”, dichiara Enzo Mazza, CEO FIMI.
La ricerca è stata realizzata da Sparks of Fire Consulting per FIMI su un campione rappresentativo di oltre 1.600 individui tra i 16 e i 64 anni, intervistati in Italia nel mese di gennaio 2026.
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