L’approvazione della Ex-Cirielli mette in pericolola futura lotta alla pirateria da parte dell’Industria Discografica
IFPI, che rappresenta l’industria discografica mondiale, dichiara che tale norma è incompatibile con le regole internazionali per l’enforcement della proprietà intellettuale. L’Italia, già oggi, ha un livello di pirateria nel settore musicale intorno al 25 %, una delle percentuali più elevate in Europa.
Di fatto la nuova legge accorcerà i tempi di prescrizione di molti reati tra cui quelli legati alla violazione dei diritti d’autore. Saranno coinvolti i 3/4 dei procedimenti pendenti per reati connessi al mancato rispetto della proprietà intellettuale: su 471 casi relativi al 2004, 382 saranno prescritti e una simile previsione si può ipotizzare per il 2005.
John Kennedy, Presidente e Amministratore Delegato dell’IFPI – Federazione Internazionale dei Produttori Fonografici – ha dichiarato: “la Ex-Cirielli sarà un duro colpo per l’intero settore industriale della proprietà intellettuale, che minerà totalmente la nostra capacità di combattere la pirateria in un Paese che già possiede uno dei più alti tassi di reati di questo tipo. L’ipotesi più probabile, vista l’approvazione della nuova legge, è che è un
forte danno per le casse dell’Erario e incentivando il commercio illecito che spesso si traduce in forti guadagni per le organizzazioni criminali. Questa legge metterà l’Italia fuori linea rispetto alla altre nazioni europee e la sposterà tra i principali mercati pirata”.
Enzo Mazza – Presidente di FIMI – ha così commentato: “la Ex-Cirielli costituisce un rilevante stop nella lunga lotta alla pirateria nel nostro Paese. L’ironia è che questa legge va in controtendenza rispetto a tutti gli sforzi legislativi compiuti nel recente passato, dall’approvazione della legge antipirateria del 2000, al recepimento della direttiva europea sul copyright del 2002, all’introduzione della sanzione all’acquirente di prodotti
contraffatti sino alle modifiche della legge sul diritto d’autore, in tema di pirateria digitale. Si tradurrà in un’amnistia generale per i casi ancora pendenti in tema di contraffazione ed impedirà i futuri sforzi nella lotta alla pirateria”.