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Lotta alla Contraffazione: siglato un protocollo d’intesa tra l’Alto Commissario Giovanni kessler e i responsabili dell'antipirateria di IFPI e FPM

20 novembre 2007

L'accordo nato per rafforzare la cooperazione nella prevenzione e repressione dei fenomeni di pirateria musicale E' stato firmato a Roma nei giorni scorsi il primo protocollo d'intesa tra Giovanni Kessler, Alto Commissario per la lotta alla Contraffazione, Paul Warren, coordinatore anti-pirateria di IFPI per l'Europa e Luca Vespignani, segretario generale di FPM per l'Italia, pensato per monitorare, reprimere e prevenire fenomeni legati alla pirateria musicale

La continua espansione del fenomeno della contraffazione di cd e dvd, che genera tra le altre cose forti perdite di gettito fiscale per lo Stato e mancati introiti per le imprese, ha spinto la Federazione Mondiale dei Produttori Discografici (IFPI) e la Federazione Italiana contro la Pirateria Musicale (FPM), a potenziare il livello di protezione del settore, puntando su una più stretta collaborazione tra le istituzioni pubbliche e tutti gli operatori che operano a livello nazionale, comunitario ed internazionale sul fronte della produzione di contenuti creativi. Punto centrale dell'accordo è il recepimento da parte dell'Alto Commissario delle specifiche esigenze di settore anche attraverso la segnalazione da parte delle due Federazioni di casi specifici, e la trasmissione di dati ed informazioni utili per combattere il fenomeno in Italia.

Secondo IFPI e FPM è necessario infatti elaborare un piano di azione mirato a contrastare la pirateria musicale attraverso soprattutto azioni di monitoraggio, prevenzione e repressione. Con l presente protollo di intesa, le due associazioni s'impegnano a collaborare con l'Alto Commissario nelle attività di informazione e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulle conseguenze negative provocate dalla pirateria musicale; nel migliorare gli strumenti di prevenzione e di contrasto al fenomeno anche in considerazione dei danni che la produzione e la commercializzazione di prodotti musicali falsi provocano al settore e all'economia dell'intero Paese e che i proventi, derivanti dalla vendita di supporti musicali contraffatti, spesso e volentieri vanno a finanziare le casse delle più importanti organizzazioni criminali.