Come social media e streaming stanno cambiando il rapporto con i fan
La musica digitale è ormai sinonimo di social media. Non vi è piattaforma che non sia dominata da artisti musicali. Già nel 2012 secondo Next Big Sound le interazioni generate da cinque artisti come Bruno Mars, Justin Bieber, Katy Perry, One Direction e PSY ammontavano, in una sola settimana, a 110 milioni di visualizzazioni su YouTube, 59 milioni su Vevo, 2 milioni di ricerche su Wikipedia, 1,5 milioni di like su FB e 900 mila follower su twitter. Su FB 9 su dieci dei personaggi più seguiti sono artisti musicali e sette su dieci lo sono su Twitter. Instagram e Snapchat sono anch’essi prevalentemente dominati dalla musica. Cosa significa tutto questo per le case discografiche dove ormai il digitale è new normal? Evidentemente non tutto ritorna in monetizzazione diretta ma l’enorme mole di interazioni sta diventando un asset strategico nell’ambito dei big data. Ci sono oggi 41 milioni di abbonati a servizi streaming che condividono playlist e il 74 % degli utilizzatori di un servizio di video streaming di musica hanno tra i 16 e i 24 anni. Il 50 % dei clienti dello streaming usa uno smartphone e su Shazam ci sono 100 milioni di user registrati che identificano in media un miliardo di tracce in sei settimane. È evidente che la consumer understanting sta diventando sempre più rilevante e sempre più profonda. Per non parlare delle potenzialità connesse alla ricerca e sviluppo di artisti derivata dalla profilazione dei fan. La musica è per definizione esperienza e socialità. Genera...
28/05/2015