Enzo Mazza |La revisione delle normative sul copyright in Ue
Autore: Enzo Mazza – CEO FIMI Nei giorni scorsi la parlamentare europea Julia Reda ha presentato una proposta di risoluzione del Parlamento per la revisione della Direttiva 2001/29. La proposta arriva in un contesto nel quale anche l’agenda europea di Juncker si è posta tra gli obiettivi la riforma della Direttiva 2001/29 nota come direttiva copyright. Nella lettera inviata al Commissario Oettinger, che sovrintenderà al processo di revisione, Juncker ha indicato la strada da seguire. Giova tuttavia evidenziare che l’eventuale riforma della direttiva 2001/29 non può prescindere da una più ampia valutazione del quadro normativo che riguarda il mondo digitale. Per esempio, la direttiva 2000/31 sul commercio elettronico e le relative esenzioni in materia di responsabilità degli intermediari dovrebbe far parte dell’intero processo di revisione in sede comunitaria. È chiaro a chiunque che tale direttiva non è più in linea con l’evoluzione tecnologica in quanto concepita quando intermediari, società di telecomunicazioni o più in generale Isp erano realtà nascenti o poco sviluppate. L’esenzione di responsabilità di alcuni intermediari ha generato situazioni spiacevoli quali ad esempio il noto caso della negoziazione dei diritti tra le etichette musicali indipendenti e YouTube, il cui potere contrattuale è stato amplificato anche dalle garanzie attribuite dalla normativa sul commercio elettronico. Non si può pensare di mantenere un regime di esenzioni così ampio a piattaforme o intermediari che sono anche parte integrante dei servizi di distribuzione di contenuti digitali. Lo sviluppo di un sano mercato digitale dei contenuti passa proprio per un’attenta valutazione degli elementi complessivi...
05/02/2015