L’Italia delle industrie creative vale il 3% del Pil
Presentata da EY in un evento presso la Triennale di Milano, la seconda edizione dello studio promosso da Siae, Mibac e con il contributo di molte realtà del settore, sul valore delle industrie creative in Italia, che offre molti dati e spunti di riflessione. Anzitutto i numeri: Nel 2015 l’Industria della Cultura e della Creatività in Italia ha registrato un valore economico complessivo pari a 47,9 miliardi di euro. L’86% di questi è rappresentato da ricavi diretti, derivanti cioè da attività legate direttamente alla filiera creativa, quali la concezione, la produzione e la distribuzione di opere e servizi culturali e creativi. Il 14% rimanente, invece, deriva da ricavi indiretti, relativi ad attività collaterali o sussidiarie. Si tratta complessivamente del 2,96 % del Pil italiano, peraltro in aumento. Una crescita del 2,4% dei ricavi diretti (+951 milioni di euro) del comparto culturale e creativo, a fronte di una crescita dell’1,5% del Pil italiano. La filiera creativa occupa nel 2015 oltre un milione di persone, di cui l’86% nelle attività economiche dirette dell’industria. Con circa 880.000 posti di lavoro, gli occupati diretti nell’Industria della Cultura e della Creatività rappresentano quasi il 4% dell’intera forza lavoro italiana. Gli occupati diretti dell’Industria Culturale e Creativa registrano un aumento dell’1,7% (+ 15 mila) rispetto all’anno precedente, evidenziando una crescita maggiore rispetto a quella complessiva degli occupati in Italia, pari a più 0,8%. Nel 2015 i valori economici diretti di tutti i settori creativi e culturali risultano in crescita, l’unica eccezione è rappresentata dal settore quotidiani...
31/01/2017

