Un colpo al cuore allo stream ripping. Perché Google non si muove?
Il download di brani protetti da copyright è oggi la pirateria musicale più significativa a livello mondiale L’evoluzione della pirateria nell’era dello streaming globale è collocata nello stream ripping, ovvero nella modalità di scaricare, con app dedicate o tramite siti specifici, l’audio di brani protetti da copyright. Un posto tra le piattaforme più importanti lo aveva trovato Youtube-mp3.org: sito, con sede in Germania e 60 milioni di visitatori al mese provenienti da tutto il mondo (due milioni gli italiani) che è stato chiuso e il cui operatore si è accordato con l’industria, per non violare in futuro i diritti degli artisti e delle case discografiche. Il domain name è stato anch’esso trasferito alla Riaa. Lo stream ripping, cioè il processo di creazione di un file scaricabile da contenuti disponibili per lo stream online, è attualmente la forma più diffusa di violazione del copyright musicale. Siti web come Youtube-mp3.org estraggono un file audio da un’opera audiovisiva, di solito si tratta di un video musicale – e lo offrono all’utente come download permanente gratuito, in modo che possa essere aggiunto alla libreria personale di musica. Questi siti sfruttano alti livelli di traffico per trarre profitto dalla pubblicità: si stima che Youtube-mp3.org abbia generato centinaia di migliaia di dollari in entrate pubblicitarie mensili, spesso da grandi brand. Tuttavia, questi siti non pagano nulla ai musicisti né ai creatori di contenuto costituendo una grave spina nel fianco per il mercato legale della musica in streaming. L’azione legale internazionale presentata dalle organizzazioni che rappresentano le società discografiche negli Stati Uniti e nel Regno Unito...
14/09/2017

