Dalla blockchain alla VR: cosa c’è di nuovo nella musica dopo lo streaming?
Da tempo ormai si parla del settore musicale come di quello che è riuscito, dopo anni, a governare la disruption e a individuare modelli di business in grado di rispondere al mercato e ai fan. Ma dopo l’innovazione introdotta, prima dal download e poi dallo streaming, l’evoluzione non si è arrestata e continua a coinvolgere tutte le più recenti tecnologie innovative. Una delle realtà di cui più si parla nell’industria musicale, soprattutto con riferimento alla gestione dei diritti, è la blockchain: non c’è infatti evento del settore musicale dove il tema non sia all’ordine del giorno. Il termine “blockchain” comprende molteplici tecnologie emergenti che utilizzano la crittografia e il calcolo peer-to-peer distribuito per creare applicazioni decentralizzate e capita spesso che queste applicazioni comportino l’archiviazione dei dati su un “libro mastro distribuito”. L’intero segmento è però ancora in una fase precoce: ha molti ostacoli da superare prima di imporsi come le applicazioni commerciali tradizionali. Tuttavia sarebbe un errore liquidarne le sue potenziali applicazioni. Si prevede che nel lungo termine questa tecnologia diventerà uno strumento molto utile, specialmente quando le aziende più importanti la accoglieranno sperimentandola nella pratica quotidiana. Tutti i segmenti dell’industria, dalle piattaforme alle collecting society, passando per le case discografiche, sono già estremamente concentrate sulla costruzione di soluzioni proprie (come portali di data delivery e/o database di metadati) che potrebbero in futuro includere automaticamente tecnologie blockchain non appena queste diverranno mainstream. Un altro segmento in forte affermazione è quello delle tecnologie VR e AR. Le tecnologie di realtà virtuale (VR) portano il fan...
19/02/2018