Musica, lo streaming cresce: tra Song Economy e Value Gap
Dopo oltre venti anni dall’inizio della rivoluzione digitale, il percorso che ha trasformato l’industria musicale ha visto consolidarsi i modelli di business online e stabilizzare un’importante fonte di ricavo, quella generata dallo streaming. Dopo gli anni Duemila, nei quali la sfida della pirateria pose un deciso freno al mercato con pesanti conseguenze su tutta la filiera creativa, il settore ha ripreso a crescere, anche se i ricavi non sono ancora tornati ai livelli storici. Nel 2001 il fatturato globale dell’industria discografica aveva raggiunto i 23,6 miliardi di dollari e nel 2020 i ricavi si sono chiusi a 21,6 miliardi. Pertanto, anche di fronte a una crescita costante negli ultimi anni, l’economia dello streaming è ancora nella sua fase di sviluppo. La sostenibilità del modello di remunerazione basato sullo streaming In questo contesto di mercato si sentono spesso muovere dei rilievi sulla sostenibilità del modello di remunerazione basato sullo streaming e come i ricavi siano poco significativi, soprattutto per gli artisti. Vale la pena, pertanto, di analizzare l’attuale scenario in tutta la sua dimensione osservando più nel dettaglio come si muove l’economia dello streaming, anche rispetto al mondo del CD o quello del live. Nel modello di business dello streaming il totale del fatturato è generato dagli abbonamenti e dai ricavi pubblicitari. In tale contesto è fondamentale comprendere che il totale dei ricavi dagli abbonamenti dipende dal numero di utenti piuttosto del numero di stream ascoltati. È un aspetto che non sempre è immediatamente percepibile perché l’industria musicale si è basata per anni sulla determinazione del successo fondata sulle vendite...
31/05/2021