Dai big data nuova linfa all’industria discografica: le nuove strategie nell’era dello streaming
Negli ultimi anni l’industria discografica è stata profondamente trasformata dal digitale e con essa le stesse figure professionali e le skill delle persone coinvolte nelle varie funzioni aziendali si sono modificate. Uno degli aspetti meno noti, ma molto affascinanti, che riguardano questa evoluzione è rappresentato dall’enorme importanza che hanno assunto i dati nelle strategie aziendali. I cosiddetti “big data” sono diventati centrali per molti settori industriali o dei servizi, ma è molto interessante osservare il ruolo e il peso che questa mole di informazioni ha assunto in un settore creativo come quello musicale. Anzitutto la transizione digitale ha fondamentalmente cambiato ogni area funzionale a causa dell’introduzione di enormi quantità di informazioni generate in tempo. I vari team delle etichette analizzano sistematicamente migliaia di input globali: fan di Facebook, follower su Twitter, visualizzazioni su YouTube, attività svolte su Instagram, gli short video di TikTok, le query Shazam e perfino le ricerche su Wikipedia, e questo anche prima di analizzare lo tsunami quotidiano degli ascolti dei servizi musicali in tutto il mondo, al fine di sviluppare una strategia agile e multiformato per le nuove pubblicazioni di un artista. Musica e social: come si estraggono i dati La musica è un elemento centrale nei servizi social: nove dei primi dieci video di YouTube più visti sono musicali; ciascuno con oltre 2,5 miliardi di visualizzazioni; sette dei primi dieci account Facebook; sei dei primi dieci account Twitter; cinque dei primi dieci account più seguiti su Instagram. Questi servizi generano un’enorme quantità di informazioni che si affiancano a quelle che giungono dai servizi...
29/03/2022