Approvata la direttiva copyright, come cambia la legislazione italiana
Nei giorni scorsi il governo ha adottato in via definitiva il Decreto Legislativo che recepisce la Direttiva 790/2019 (Direttiva Copyright). Si tratta di un importantissimo passo in avanti nella definizione di quel mercato unico digitale che la Commissione Europea si era posta come obiettivo nel lontano 2015. Il Mercato Unico Digitale, o “Digital Single Market” è una strategia adottata dalla Commissione Europea Juncker il 6 maggio del 2015. La Commissione, difatti, avendo realizzato l’importanza delle tecnologie digitali e di internet, aveva deciso di impegnarsi per innovare il mercato unico europeo, rendendolo adatto alla digital age. L’adozione della Direttiva è stata un lungo e contrastato percorso in Europa, con le posizioni spesso divergenti e contrasti, anche politiche, molto rilevanti, fino all’approvazione nel 2019 da parte del Consiglio e del Parlamento EU. L’Italia per ben due volte votò contro il testo con il governo giallorosso per poi cambiare posizione con il governo Draghi e seguire la linea del ministro Franceschini in favore di una forte tutela dei diritti nella tradizione alleanza con Spagna e Francia. Il testo approvato dall’Italia segue in linea di massima il contenuto della Direttiva affrontando diversi nodi e sfide che si sono presentate con la rivoluzione digitale. Nel settore musicale, ad esempio, il tema centrale del value gap, ovvero di una remunerazione sbilanciata da parte di alcune piattaforme, come YouTube, la responsabilità degli intermediari e la trasparenza nei contratti. Vediamo più nel dettaglio come cambierà la legislazione italiana in materia di diritti d’autore. Un primo punto, come già evidenziato, riguarda il...
08/11/2021