Copyright online, cambia tutto. Ora che farà YouTube?
La Corte di Giustizia europea ha emesso una decisione che è probabilmente destinata a cambiare molte cose nella rete: secondo i giudici di Lussemburgo anche se le opere illecite sono messe online da utenti di una piattaforma di condivisione, i suoi amministratori svolgono un ruolo imprescindibile nella messa a disposizione di tali opere e come tale violano il copyright. Il caso riguarda la nota piattaforma “The Pirate Bay” ma gli effetti della decisione sono destinati a creare un certo caos tra le piattaforme di condivisione. Per la Corte, infatti, la fornitura e la gestione di una piattaforma di condivisione online di opere protette può costituire una violazione del diritto d’autore anche se le opere di cui trattasi sono messe online da utenti della piattaforma di condivisione, i suoi amministratori svolgono un ruolo imprescindibile nella messa a disposizione di tali opere.Nella sentenza, la Corte stabilisce che la fornitura e la gestione di una piattaforma di condivisione online devono effettivamente essere considerate un atto di comunicazione al pubblico ai sensi della direttiva copyright. Essa ricorda anzitutto la sua giurisprudenza precedente in materia, da cui risulta che, in linea di principio, ogni atto con cui un utente dà, con piena cognizione di causa, accesso ai suoi clienti ad opere protette può costituire un «atto di comunicazione», ai sensi della direttiva.Nel caso di specie, è pacifico che opere protette dal diritto d’autore sono messe, mediante ‘The Pirate Bay’, a disposizione degli utenti di tale piattaforma, di modo che questi possono accedervi dal luogo e nel...
15/06/2017

