Così lo streaming ha rivoluzionato per sempre il mercato della musica
Si è parlato molto della rivoluzione digitale e della vera e propria disruption che lo streaming ha portato nel settore discografico, ma gli effetti reali cominciano a misurarsi solo analizzando a fondo alcune recenti notizie. Goldman Sachs, pochi giorni fa, ha annunciato che, secondo le proprie previsioni, il mercato discografico globale raggiungerà i 41 miliardi di dollari nel 2030, dei quali 35 deriveranno dallo streaming. La stessa società ha anche rivisto al rialzo le valutazioni delle due principali major del settore, Universal Music e Sony Music prevedendo che entrambe possano superare i 19 miliardi di dollari. Lo streaming traina anche il mercato delle etichette indipendenti Le notizie finanziarie non mostrano però solo potenzialità per le principali imprese (Warner Music ha appena rinnovato l’accordo con Spotify). Merlin, il principale aggregatore digitale delle etichette indipendenti ha annunciato nei giorni scorsi di aver superato per la prima volta il miliardo di dollari di diritti distribuiti. Già nel 2016 la società, che raccoglie il mandato di oltre ventimila etichette indipendenti a livello globale, aveva annunciato una crescita di otto volte in cinque anni. Per Martin Mills, boss della Beggars, la label che produce Adele e Vampire Weekend la musica digitale è un segmento di mercato più equilibrato e lo streaming sta consentendo alle etichette indipendenti di raggiungere un pubblico globale,  praticamente senza confini, cosa più difficile nell’era del CD e del vinile. Lo streaming e il successo di Despacito Ad esempio, un mercato come quello del Brasile, offuscato da una devastante pirateria nell’era del compact disc, è diventato per le indie, più remunerativo della Francia. Pochi distributori...
01/09/2017