Musica, lo scontro sull’intelligenza artificiale sarà decisivo per l’industria del copyright
L’industria musicale si trova per l’ennesima volta di fronte ad una rivoluzione tecnologica che con tutta probabilità ridisegnerà l’intera filiera. L’AI generativa corre a una velocità mai vista nelle precedenti innovazioni e molte aree del settore saranno fortemente impattate, con effetti economici anche rilevanti. Tre sono i fronti aperti che necessitano di costruire uno scenario sostenibile in questa rivoluzione, in modo da accompagnare titolari dei diritti e start-up innovative verso soluzioni di mercato. Il regolamento europeo (AI Act), con il Codice di buone pratiche EU in una fase di complessa negoziazione a Bruxelles, la consultazione nel Regno Unito sulla normativa britannica in materia di AI e la posizione dell’amministrazione Trump in materia, dopo l’eliminazione degli executive order del presidente Biden e la nuova iniziativa dell’AI Action Plan. I tre scenari sono assolutamente correlati, soprattutto perché vedono la grande offensiva delle aziende USA che stanno dietro alla rivoluzione dell’AI generativa. La posizione delle piattaforme è chiara. Dopo aver rastrellato indiscriminatamente i contenuti protetti da copyright, vorrebbero evitare qualsiasi forma di accordo o licenza invocando potenziali limiti all’espansione della tecnologia. Lo hanno scritto nelle posizioni rappresentate di recente al Governo USA, in risposta alla consultazione sull’AI Action Plan dell’amministrazione. OpenAI e Google hanno attaccato duramente l’attuale impianto delle leggi sul copyright. Entrambe le società hanno affrontato il tema dell’utilizzo di materiale protetto da proprietà intellettuale. Google, nella submission, ha sostenuto che le eccezioni per il “fair use” e di “text-and-data mining” sarebbero fondamentali per lo sviluppo dell’AI e l’innovazione scientifica. Come OpenAI, Google vuole ottenere il diritto...
25/03/2025