L’AI Act e la “convivenza” con DSA e DMA: il ruolo di Agcom-Antitrust
Con l’approvazione del Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act) da parte del Parlamento EU – e che ora seguirà le ultime fasi per la definitiva adozione negli Stati membri – si comincia a delineare anche lo scenario operativo che la regolamentazione avrà a livello nazionale e quali connessioni ci sono con altre normative comunitarie già in vigore, come il DSA (Digital services act) e il DMA (Digital markets act). AI Act, i nuovi obblighi per le grandi piattaforme I sistemi di IA per finalità generali e i modelli su cui si basano dovranno soddisfare determinati requisiti di trasparenza e rispettare le norme UE sul diritto d’autore durante le fasi di addestramento dei vari modelli e predisporre strumenti per il rispetto del copyright. I modelli più potenti, che potrebbero comportare rischi sistemici, dovranno rispettare anche altri obblighi, ad esempio quello di effettuare valutazioni dei modelli, di valutare e mitigare i rischi sistemici e di riferire in merito agli incidenti. Inoltre, le immagini e i contenuti audio o video artificiali o manipolati (i cosiddetti “deepfake“) dovranno essere chiaramente etichettati come tali. Le piattaforme di AI e le norme di DSA e DMA Le grandi piattaforme di AI rientreranno sicuramente tra i soggetti vigilati dalle regole, già in vigore, delineate dal DSA e DMA. Dal 17 febbraio 2024 ad esempio la normativa sui servizi digitali si applica a tutte le piattaforme. Dalla fine di agosto 2023 le norme si applicavano già alle piattaforme designate con oltre 45 milioni di utenti nell’UE (il 10% della popolazione europea), vale a dire le piattaforme o i motori di ricerca online...
26/03/2024