AI Act, la Francia vuole bloccarlo: i timori dell’industria creativa
Nel contesto sempre più complesso della regolamentazione dell’intelligenza artificiale, l’AI Act emerge come un punto di riferimento controverso. Non mancano, infatti, le pressioni, come quelle esercitate dalla Francia, che potrebbero mettere a rischio l’approvazione del Regolamento Ue. Al centro delle discussioni rimane anche la questione dei diritti d’autore: una tematica che si intreccia con la trasparenza nella formazione sull’IA e con il crescente interesse verso le procedure di Text and Data Mining. Il contesto dell’AI Act: tra accordo politico e riserve L’unica cosa certa, al momento, è che i tempi sono strettissimi: dopo l’accordo politico raggiunto a dicembre, nei giorni scorsi si sono conclusi i meeting tecnici che hanno prodotto una bozza di testo finale che è stata sottoposta agli Stati membri da parte della presidenza di turno belga in vista del Coreper del 2 febbraio prossimo. Ricordiamo che nei prossimi mesi i lavori si fermeranno in vista delle elezioni europee di giugno e il Parlamento deve ancora votare il testo nella sua redazione finale approvata anche dagli Stati membri. AI Act: le pressioni della Francia Tuttavia, nonostante i passi avanti sulla bozza di testo, il governo francese continua a mantenere una forte riserva contro il regolamento. La Francia, secondo le voci più accreditate, vorrebbe addirittura costruire una minoranza di blocco per fermare l’approvazione dell’AI Act. Su tale fronte il governo Macron aveva già raccolto in una prima fase, a novembre, il sostegno di Germania e Italia – poi sfilatesi in occasione del voto politico. Ora Macron è tornato alla carica, nonostante molte iniziative, anche il Francia, da...
26/01/2024

