L’Italia cresce lentamente nella digitalizzazione ma corre nella musica in streaming
Dal 2014 la Commissione europea monitora i progressi compiuti dagli Stati membri nel settore digitale e pubblica una relazione annuale sull’indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI). L’ultimo rapporto del 2022 mostra un’Italia che sta guadagnando terreno e, se si considerano i progressi del suo punteggio DESI negli ultimi cinque anni, sta avanzando a ritmi molto sostenuti. Sicuramente negli ultimi anni le questioni digitali hanno ricevuto maggiore attenzione politica, in particolare grazie all’istituzione di un Ministero per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale e all’adozione di varie strategie chiave e al varo di molte misure strategiche. Dagli indicatori del 2022 emerge che l’Italia sta colmando il divario rispetto all’Unione europea in fatto di competenze digitali di base ma ancor oggi oltre il 50% dei cittadini italiani non dispone neppure di competenze digitali di base. Abbiamo pertanto provato a mettere a confronto l’indice di digitalizzazione del nostro Paese con quanto avviene nel settore dei consumi di contenuti digitali, e in particolare della musica, dove lo streaming negli ultimi due anni ha visto crescere notevolmente il numero di abbonati, dimostrando come la trasformazione digitale del settore sia stata guidata da un lato da aziende che hanno cavalcato l’innovazione, e dall’altro dai consumatori di musica che hanno realizzato un vero e proprio salto generazionale nell’accesso al repertorio online. Se una quota vicina al 90% di italiani possiede un accesso a internet, secondo il DESI, meno del 50% dispone di competenze digitali di base. Tuttavia, con i lockdown del 2020 e la necessità di modificare il proprio approccio alla rete, pensiamo...
02/08/2022

