Musica, la promozione ora si fa con i “video brevi”: numeri e tendenze
Negli ultimi due anni, in coincidenza con la pandemia e la conseguente esplosione dello streaming digitale e delle dirette social, si è concretizzata anche l’affermazione, nella turbinosa arena musicale, dello short form video, in particolare guidato dal successo di TikTok.La pandemia ha incoraggiato centinaia di milioni di persone a esplorare queste piattaforme: così, quattro su dieci hanno utilizzato TikTok ogni giorno e la maggior parte dei video aveva la musica come punto focale. Allo stesso tempo lo short form video ha visto un coinvolgimento sempre più ampio con musica e artisti sui servizi di streaming e sui social media. I dati della ricerca IFPI Secondo la ricerca di IFPI Engaging with Music 2021, in particolare, nella fascia 16-24, le applicazioni di video brevi con 3,6 ore alla settimana di utilizzo hanno superato la radio come tempo medio di ascolto di musica e sono appena dietro YouTube. In generale rappresentano l’11% del tempo speso settimanalmente nell’ascolto di musica. I video brevi a contenuto musicale sono anche cresciuti esponenzialmente nelle condivisioni social, alimentando un’ulteriore diffusione anche tramite applicazioni di messaggeria come WhatsApp e Telegram. Nella fascia 16-24 la crescita del consumo di short form video è stata del 270% tra il 2020 e il 2021 (+177% tra tutti i consumatori di musica). Il fenomeno, assolutamente dominante in Cina, dove peraltro è nata l’azienda di TikTok Byte Dance, è molto diffuso nei paesi latini compresi Spagna e Italia. Se a livello mondiale un fan su quattro utilizza un’app di video brevi in Cina arriviamo al 65% in Brasile...
16/05/2022