L’85% del mercato musicale italiano è digitale: in arrivo la rivoluzione nel campo dei videoclip
L’industria discografica, come noto, è tra i settori più profondamente trasformati dalle tecnologie digitali: una trasformazione accelerata dalla crisi pandemica. Merito è soprattutto dello streaming, che ormai anche in Italia sta cambiando completamente il settore. Secondo gli ultimi dati di Deloitte per FIMI, la Federazione che raggruppa le major nel nostro Paese, nell’ultimo semestre – quello condizionato dei mesi di lockdown – ha visto un nuovo importante salto del digitale, che ha raggiunto quota 85% di tutti i ricavi delle case discografiche. Lo streaming, che è salito del 25% nel primo semestre, è stato per lo più trainato dagli abbonamenti, cresciuti in Italia del 33%: gli abbonati ai servizi premium, peraltro, sono aumentati in tutto il mondo durante il lockdown, e Spotify ha annunciato nei giorni scorsi di aver raggiunto a livello globale 138 milioni di abbonati a pagamento (una crescita del 27% rispetto al 2019). Streaming in diretta Anche se la crisi causata dalla pandemia di Covid-19 ha colpito duro, in particolare sul segmento dei CD e vinili, e in parte anche rallentando lo streaming sostenuto dalla pubblicità, le prospettive del settore restano interessanti proprio grazie al digitale e ai vari modelli di offerta che si stanno moltiplicando. Da un lato il blocco degli eventi live ha visto gli artisti sperimentare le nuove opzioni dello streaming in diretta: in Italia a settembre si terrà in diretta dall’Arena di Verona Heroes, il primo evento con ticket di accesso a pagamento per seguire un concerto in diretta streaming, mentre i BTS...
07/08/2020

