DDL sull’IA, Mazza: “Diritto d’autore indebolito, ecco perché”
Mentre all’europarlamento, il 24 aprile, veniva definitivamente approvato l’AI Act dopo le correzioni intervenute a seguito del voto nella plenaria del marzo scorso, in Italia il Consiglio dei ministri approvava il DDL Butti, presentato come il primo atto legislativo europeo sull’intelligenza artificiale. Rispetto alle bozze circolate in rete prima del Consiglio dei ministri, il testo definitivo è stato ampiamente rivisto. Qui, nello specifico, cercheremo di analizzare più nel dettaglio la parte che incide sulla legge 633/1941 (Diritto d’Autore) e in particolare sulle opere realizzate con l’ausilio dell’AI. Il DDL Butti: definizione di intelligenza artificiale Secondo il Governo, la nuova iniziativa di policy in materia di AI assicura i principi generali dell’OCSE anche a livello di strategia nazionale. Il testo di legge in effetti si ispira in buona parte al regolamento Ue, a partire dalla definizione stessa di intelligenza artificiale che ricalca quella approvata dal Parlamento EU uniformandosi alla definizione dell’OCSE. Ai fini della legge italiana un sistema di intelligenza artificiale è un sistema automatizzato progettato per funzionare con livelli di autonomia variabili e che può presentare adattabilità dopo la diffusione e che, per obiettivi espliciti o impliciti, deduce dall’input che riceve come generare output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali. Il diritto d’autore nel regolamento EU sull’intelligenza artificiale Durante il processo normativo comunitario il tema del copyright è risultato al centro del dibattito e l’Italia ha più volte evidenziato una posizione favorevole a una forte tutela dei diritti d’autore, posizione ribadita anche a livello di G7. L’evoluzione in corso, la presenza sul...
26/04/2024

