Intelligenza artificiale e nuova pirateria: i danni alle industrie dei contenuti
Nelle ultime ore è arrivata la notizia dell’azione legale intentata dal New York Times contro Open AI e Microsoft con l’accusa di aver utilizzato gli articoli del quotidiano per addestrare i sistemi e competere direttamente con il quotidiano. Il nuovo fronte del copyright è l’IA Si apre così “un nuovo fronte nella sempre più intensa battaglia legale sull’uso non autorizzato di opere pubblicate per addestrare tecnologie di intelligenza artificiale”, scrive lo stesso giornale, “la prima grande organizzazione mediatica americana a citare in giudizio le società, creatrici di ChatGPT e di altre popolari piattaforme di IA, per questioni di copyright associate alle sue opere scritte”.   Anche la musica è nello stesso agone. Negli ultimi anni la pirateria musicale, pur in declino rispetto ai primi anni dell’era digitale dove P2P e download illegale dominavano la scena, ha cambiato aspetto e si è trasformata in un fenomeno meno massivo ma non per questo meno insidioso. Il recente studio di IFPI “Engaging with Music” ha indicato in una media globale del 29% il fenomeno dell’utilizzo di musica senza licenza. Un nuovo fronte nuvoloso in tema di violazioni del copyright si sta formando all’orizzonte. Alcune nuove tecnologie di intelligenza artificiale, in particolare l’“intelligenza artificiale generativa”, che è esplosa negli ultimi mesi, presentano sia opportunità che grandi rischi per la comunità creativa. L’intelligenza artificiale può abilitare strumenti all’avanguardia che migliorano la creatività umana per quegli artisti che desiderano utilizzarla. Ma alcuni usi dell’intelligenza artificiale comportano grandi rischi. Mentre a Bruxelles si stanno definendo gli aspetti tecnici del nuovo regolamento,...
28/12/2023