Per l’AI generativa servono regole sulla trasparenza e l’addestramento dei sistemi
In questi giorni in Europa il Parlamento, Consiglio e Commissione stanno negoziando il testo finale dell’Artificial Intelligence Act, uno strumento essenziale per lo sviluppo delle nuove tecnologie legate all’AI generativa che avrà effetti sul futuro di tutti noi. Per il settore musicale la questione è di grande interesse perché molte di queste tecnologie sono già impiegate da case discografiche ed artisti nella produzione creativa. L’evoluzione delle tecnologie digitali ha guidato la trasformazione del mercato musicale negli ultimi dieci anni e le potenzialità dell’intelligenza artificiale sono sotto gli occhi di tutti. Ciò che in questa fase può generare criticità è l’assenza di regole certe sull’utilizzo di contenuti creativi nell’ambito dell’addestramento delle piattaforme come OpenAI e altre. I modelli di intelligenza artificiale generativa sono una forma distinta di algoritmo di apprendimento automatico programmato per uno scopo specifico: produrre output (quando richiesto) sulla base di lavori preesistenti che vengono acquisiti dal sistema. L’intelligenza artificiale generativa è diversa da quella tradizionale (a volte chiamata analitica) L’intelligenza artificiale generativa assorbe lavori creativi per produrre nuovo materiale, mentre l’intelligenza artificiale tradizionale viene utilizzata per svolgere compiti e calcoli più meccanici o automatici come rilevare modelli, affinare l’analisi o classificare i dati. L’output dei modelli generativi potrebbe essere testo, immagini, materiale audio o audiovisivo, che il modello AI in genere produce solo dopo aver importato simili opere protette da copyright. Queste attività della "fase di importazione" includono la raccolta (che include lo scraping) e la curatela di opere protette da copyright a fini di formazione, indipendentemente dal...
15/11/2023

